L'intenzione di queste pagine è quello di mettere
un pò di chiarezza su tutto quello che si dice, nel bene e nel male, sul
.
La
storia del DVD
Partirò
da molto lontano per spiegare i motivi della nascita del DVD e per l'esattezza
dal momento in cui la videocassetta ha fatto il suo ingresso sul mercato.
La videocassetta infatti coniuga caratteristiche positive come il costo
bassissimo del supporto vergine, la possibilità di registrazione a casa e una
enorme quantità di titoli disponibili a caratteristiche negative come la qualità
non eccelsa delle immagini e dell'audio oltre al fatto che non è possibile
accedere a parti del programma registrato in modo immediato.
Per risolvere questi
problemi nacque quindi il Laser Disc (LD) che offre una qualità delle immagini
migliore rispetto alla videocassetta, l'audio di qualità CD, la
indeteriorabilità del supporto e la possibilità di accedere alle differenti
sezioni del film in modo immediato. Tutto ok quindi?
No, il pubblico non è
rimasto particolarmente impressionato forse a causa del costo elevato dei
lettori, o delle dimensioni dei supporti (come un disco 33 giri in vinile) o
forse perché questi dovevano essere girati per essere letti su entrambi i lati
(anche se Pionner risolse il problema facendo girare il pick-up laser intorno al
disco). Il LD non ha catturato il pubblico del VHS, ma è diventato il formato
per gli appassionati che prediligono la qualità del suono e delle immagini al
prezzo.
Il problema del VHS
continuava ad esitere e per questo motivo nacque il VideoCD: dimensioni
identiche a quelle dei CD audio standard (12cm), qualità audio pari ai CD audio
e video compresso con standard MPEG-1. Forse lo standard di compressione ne ha
decretato il flop poichè le immagini erano di non alta qualità (MPEG-1=alta
compressione) e oltretutto il numero di titoli era scarso.
Quello che era necessario
era un formato che offrisse una capacità dell'ordine dei gigabytes su un singolo
disco con immagini di alta qualità così come anche il suono. A questo nuovo
supporto stavano lavorando due consorzi: uno era composto da 17 aziende
(diventate 23 in seguito) fra queste vi erano Denon, Hitachi, Matsushita, MCA,
MGM, Mitsubishi, Pioneer, Samsung, Thomson, Time Warner, Toshiba, Turner Home
Entartainment, Warner Bros e Zenith che presentarono l'SD (Super Density disk)
inciso su entrambe le facciate e l'altro consorzio composto da Sony e Philips
che presentavano il MMCD (MultiMedia CD) che aveva come caratteristica il fatto
che era inciso su un solo lato ma su due livelli.
I due supporti non erano compatibili e si prospettava una nuova situazione
VHS-Betamax che avrebbe avuto risvolti disastrosi per i consumatori senonchè IBM
riuscì a combinare i le due caratteristiche dei due supporti usando la doppia
facciata e i due livelli di registrazione per lato: questo nuovo formato venne
chiamato DVD e nacque nel 1995.
La sigla DVD inizialmente è stata tradotta in Digital Video Disc e in seguito
ritradotta in Digital Versatile Disc con una capacità di 133 minuti di video e
suono per livello compresso con l'MPEG-2, il che significa che la qualità delle
immagini è superiore a quella del LD, non è necessario girare il disco perchè la
maggior parte dei films sta su un unico livello.
La tecnica del DVD
Le caratteristiche
Il DVD ha lo stesso diametro
dei CD (12cm) e lo stesso spessore (1,2mm), ma è stato sviluppato perché
era necessario avere un
supporto ottico di archiviazione di enorme capacità: infatti il 680 Mb dei CD
Audio e i 650 Mb dei CD-ROM non sono più sufficienti per le applicazioni
audio/video odierne. Chiaramente il problema era quello di aumentare la densità
dei dati senza cambiare il formato dei 12 cm di diametro.
Lo scopo quindi era quello di aumentare di circa 10 volte la capacità degli
attuali cd riducendo quindi la distanza fra le tracce e le dimensioni dei pit
(non sono altro che piccole fossette all'interno delle tracce). Tutto questo non
creava problemi dal punto di vista manufatturiero, ma la lunghezza d'onda del
laser non poteva più essere utilizzata per le dimensioni eccessive nel punto
focale di lettura. E' stato necessario introdurre un nuovo tipo di laser che
proiettasse un raggio più luminoso di color rosso rubino; in questo modo le
dimensioni dei pit sono passate da 1,6 micron a 0,74 permettendo in questo modo
di avvicinare le tracce.
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Paragone tra le
dimensioni dei pit del CD e del DVD.
Paragonato al CD il DVD utilizza pit più piccoli e tracce più vicine, il
risultato è una maggior densità di dati.
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Con questa semplice
compressione delle dimensioni delle tracce dei dati si è ottenuta una capacità
della singola facciata di circa 7 volte maggiore (da 680Mb a 4,7Gb).
Più strati per varie configurazioni.
Il DVD è disponibile in
varie configurazioni che offrono varie capacità di immagazzinamento, i formati
disponibili sono:
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Singolo lato, singolo
strato
Ha una capacità 7 volte
quella di un CD: 4,7Gb e viene anche chiamato DVD-5 o Single Side Single
Layer o brevemente SSSL.
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Singolo lato, doppio
strato
Ha una capacità di 8,5Gb
e la sua realizzazione avviene riducendo lo strato plastico di protezione a
0,6mm; lo spazio recuperato è stato utilizzato per un secondo strato
trasparente raddoppiando la capacità del supporto. Lo strato superiore è
parzialmente permeabile al raggio laser il secondo strato è riflettente, la
lettura avviene focalizzando il raggio laser attraverso una apposita lente
prima sullo strato superiore e poi su quello inferiore.
Noto anche come DVD-9 o Single Side Dual Layer o brevemente SSDL.
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Doppio lato, singolo
strato
Ha una capacità
esattamente doppia rispetto al DVD-5 poichè viene inciso su entrambi i lati.
Richiede un lettore capace di leggere entrambi i lati come i LD players o è
necessario girare manualmente il disco.
Noto anche come DVD-10 o Double Side Sigle Layer o brevemente DSSL.
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Doppio lato, doppio
strato
Ha una capacità di 17Gb
e come per il tipo precedente richiede un lettore capace di leggere due i
due lati come i LD players o girare il disco manualmente.
Noto anche come DVD-17 o Double Side Dual Layer o brevemente DSDL.
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Le varie versioni
Il DVD andrà a sotituire con
un unico standard diversi formati. Una distinzione netta rimarrà soltanto tra i
DVD nati per la riproduzione, cioè per leggere ciò che è stato impresso in
fabbrica, e quelli scrivibili e riscrivibili più volte e ovviamente leggibili in
casa. Tecnicamente la distinzione sarà tra i Playback-Exlusive Type, che
comprendono i DVD Video, i DVD Audio e i DVD-ROM e i Read and Write Type che
comprendono i DVD-R (Write Once) e il DVD-RAM (Rewritable).
I DVD Video sono destinati
alla riproduzione di film o in generale a contenere video e suono, dovrebbero
sostituire i LD, i VideoCD e le videocassette preregistrate.
I DVD Audio del tipo singolo strato-singola facciata sono destinati ad
applicazioni puramente audio con una qualità pari o superiore a quella degli
attuali CD Audio.
I rimanenti tre formati sono
destinati al mondo dell'informatica e conterranno dati, video e audio; il DVD
Rom sostituirà l'attuale CD-Rom e sarà disponibile nella versione SSSL da 4,7Gb
e SSDL da 8,5Gb. Il DVD-R sostituirà gli attuali CD scrivibili una sola volta
permettendo un passaggio da 650Mb di capacità a circa 3,9GB per il tipo SSSL e
7,8Gb per il DSSL. Non è disponibile per il DVD-R la versione a doppio strato
per motivi derivanti dal metodo con cui vengono scritti i bit.
Nebulosa ancora la situazione dei DVD-Ram, scrivibili e riscrivibili più volte,
poichè solo in questo periodo sono stati rilasciati i CD riscrivibili;
probabilmente la loro capacità sarà inferiore a quella dei preregistrati: 2,6Gb
contro 4,7Gb per il SSSL e 5,2Gb contro 9,4Gb per il DSSL.
La tecnologia adottata per
scrivere sui riscrivibili si chiama phase change: durrante la registrazione il
laser scalda la superficie del disco, che in base alla potenza ottica emessa
subisce una trasformazione di fase che durrante il raffreddamento manterrà una
struttura amorfa o cristallina variante da punto a punto. La struttura così
ottenuta infuirà sul modo con cui l'alluminio sottostante rifletterà o assorbirà
il raggio luminoso, la struttura del materiale può poi essere mutata durrante le
successive registrazioni.
A causa del notevole aumento dei dati registrati il file format utilizzato non
sarà più l'attuale ISO9660 usato nei CD-ROM ma il nuovo UDF Bridge; così pure il
sistema di correzione degli errori che stato riprogettato e chiamato RSPC e ha
permesso un miglioramento del sistema di correzi di un fattore 10.
Il sistema di lettura
garantisce la piena compatibilità con i CD-ROM e i CD Audio di vecchia
generazione purchè prestampati, mentre per i CD-R la lettura non sarà possibile
con tutti gli apparecchi ma solo con alcuni opportunamente equipaggiati di
doppio pick-up (emettitore/ricettore del raggio laser), anche se Sony ha
recentemente realizzato un pick-up bivalente.
La compressione MPEG
Sin dall'inizio si è capito
che per ottenere immagini di qualità bisognava in qualche modo comprimere i dati
poichè per registrare 133 minuti con lo standard PAL sarebbero stati necessari
253Gb di spazio, un pò troppi anche per il DVD.
Per questo motivo si è ricorso all'MPEG2, discendente diretto dell'MPEG1 del
VideoCD.
Questo tipo di compressione si basa sul fatto che nell'evoluzione di una scena i
vari quadri che la compongono mutano molto poco e che ogni fotogramma ha molte
parti in comune con il precedente. In parole molto povere possiamo dire che
vengono registrate solo le differenze rispetto al fotogramma precedente.
Con questo sistema non si potrà mai sapere quanto si potrà comprimere poichè
possono esserci scene statiche, in cui le variazioni sono minime (massima
compressione) e sequenze molto dinamiche in cui le variazioni sono tante ed al
limite anche tutti i pixel possono cambiare: non si potrebbe mai sapere quanto
spazio è necessario. Si è deciso allora di deteminare un flusso massimo di bit
per ogni secondo che per il DVD è di 10Mb/sec. (audio e video) e quello medio di
3,5 Mb/sec. (solo video).
Considerado il valore medio di 3.5Mb/sec., i 133min. del video occupano 3,5Gb di
dati (3,5Mb/sec.x133min.x60sec.x1/8 byte/bit), i restanti 1,2Gb di spazio
possono essere usati per l'audio multicanale del video in almeno 3 lingue e per
32 sottotitoli in lingue differenti contemporaneamente.
Teoricamente quindi con questa compressione "intelligente" si avrà nell'immagine
una parte poco significativa che avrà risoluzione anche inferiore alle 190 linee
(ma a cui noi non faremo caso) in contemporanea ad una altra parte dell'immagine
con una definizione di oltre 500 linee, il tutto in movimento senza che il
nostro occhio si soffermi sui particolari sorvolando quindi sulle magagne del
sistema di compressione; comunque più alto rimane il flusso e meno la qualità
finale ne risente tanto che per i films è stato previsto anche il DVD a doppio
strato più capiente.
Il formato delle immagini
con cui i DVD saranno incisi sarà per il PAL il 16:9 wide screen, ma a
differenza degli altri supporti il formato è anamorfico (cioè con la
deformazione nel senso della larghezza) e visibile sui normali televisori con
schermo largo; se si usa un TV Color con schermo 4:3 è possibile scegliere fra
la visualizzazione "letterbox" con bande nere sopra e sotto o un'immagine a
tutto schermo che viene tagliata delle parti laterali (Pan&Scan).
L'audio del DVD-Video
Il DVD nasce con l'audio
digitale AC3 Dolby Digital già ampiamente utilizzato nelle sale cinematografiche
attrezzate di tutto il mondo ,Italia Compresa.
Il sistema permette di ottenere 5.1 canali: tre canali frontali, due canali di
surround completamente separati (surround stereofonico) ed un canale destinato
al subwoofer (il .1) che trasporta la gamma bassa.
I 5 canali hanno una risposta in frequenza da 20Hz a 20kHz e anche la
separazione dei canali è elevatissima (80dB).
I decoder AC3 sono disponibili già da diverso tempo sul mercato perchè la
tecnologia era già stata implementata nei laser disc in standard NTSC e quindi
il prezzo, grazie anche alla diffusione del DVD dovrebbe calare. Le colonne
sonore saranno rese disponibili anche in formato analogico Dolby Surround così
che anche i possessori degli attuali impianti non dovranno modificare nulla dei
loro sistemi. Un sistema dunque molto semplice e già avviato. Ma la cosa non è
così semplice; infatti come già detto il DVD nasce da un ragruppamento
industriale e probabilmente durrante le fasi di formazione di questo standard
Philips è riuscita a fare in modo che nei DVD in vendita in Europa con il
sistema Pal fosse inserito un audio digitale copresso di sua concezione: il
sistema audio multicanale MPEG detto anche MPEG II, da non confondere con il
sistema digitale video che ha lo stesso nome. Allo stato attuale delle cose
esiste solo un lettore (ancora prototipo) in grado di decodificare l'audio MPEG
II e indovinate da chi è prodotto? Esatto da Philips, tutti gli altri lettori
decodificano l'audio AC3.
Per l'Europa non c'è ancora nulla di certo.
Di certo, qualunque sia il sistema audio esso sarà compresso e quindi verrà
elaborato da un opportuno algoritmo.
Il confronto
|
|
DVD
|
LD
|
Video CD
|
VHS/8 mm
|
S-VHS/hi 8
|
|
Registrazione
|
Digitale
|
Analogica
|
Digitale
|
Analogica
|
Analogica
|
|
Compressione
|
MPEG2
|
nessuna
|
MPEG1
|
nessuna
|
nessuna
|
|
Durata Reg.
|
DVD-5 133min
DVD-9 242min
|
SFac. 60min
DFac.120min
|
74 min
|
max 300min
max 120min
|
max 180 min
max 120 min
|
|
Risoluzione
Or.
|
max 540 ln
|
425 ln
|
270 ln
|
250 ln
|
400 ln
|
Come si può dedurre dalla
tabella il LD ha la registrazione della parte video in analogico su singola
facciata 60 min e 120 sui LD doppia faccia, la risoluzione max è di 425 linee e
l'audio è codificato come nei normali CD Audio a 44kHz e 16 bit.
Per il VideoCD la regitrazione è digitale ma con la codifica MPEG1 che determina
fattori di compressione maggiore e quindi una scadimento della qualità delle
immagini, la risoluzione è di 270 linee e la capacità di 74 min con l'audio
inglobato nella codifica MPEG con frequenza di campionamento di 44kHz su due
canali.
I formati audio per i
DVD Audio
Gli standard dei DVD Audio
non sono stati ancora definiti.
Il punto di partenza sembra essere la codifica PCM lineare, anche se a
differenza dei CD Audio, in cui la frequenza di campionamento è fissa a 44,1KHz
e 16 bit, nei DVD le frequenze di campionamento saranno di 48 KHz e 96 KHz con
quantizzazione a 16, 20 o 24 bits.
I Dolby Labs hanno presentato un DVD demo in cui la codifica della musica
presentava non solo i 2 canali stereo ma 5 o addirittura 8 canali usando l'AC3
anche contemporaneamente; i primi lettori riusciranno a decodificare i DVD con
entrambe le frequanze di campionamento di 48 e 96 KHz ma solo a 16 e 20 bit, per
i 24 bit ed il multicanale se ne parlerà nella prossima generazione di lettori
DVD.
Rimane chiaro, come già detto, che i lettori DVD rimangono compatibili con gli
attuali CD Audio.
Le precauzioni delle
majors cinematografiche
Con delle caratteristiche
audio e video di tutto rispetto tutti noi ci aspetteremmo di poter fare delle
copie dei nostri DVD su nastro, magari su nastro digitale e invece no.
Proprio grazie alle pressioni delle majoers cinematografiche, si è pensato ad un
sistema efficente antipirateria: sembra infatti che i DVD Video saranno dotati
di codici di criptaggio con un elevato livello di protezione che ne impedirà la
copia abusiva anche in formato industriale da parte di pirati. Quando saranno
disponibili i DVD-R, che permetteranno di realizzare i DVD in casa come oggi
avviene per i CD-ROM sarà previsto un sistema che non abiliterà alla copia il
materiale coperto da copyright. Anche le copie su nastro saranno impedite con un
sistema simile a quello utilizzato oggi per evitare le copie da VCR a VCR,
inserendo dei disturbi (Macrovision) all'uscita video a cui i televisori saranno
immuni.
Se questo vi sembra molto sappiate che sempre i produttori di software hanno
deciso di dividere il mondo in 6 grandi aree geografiche alle quali è stato
associato un numero progressivo. In questo modo i lettori di un'area non
potranno leggere il software venduto in un'altra.
Un approfondimento su questo discorso lo potete trovare nella sezione dedicata
al
software.
DVD ROM e CD ROM
Con l'arrivo dei lettori DVD
per il mercato dei computer, si è generata un pò di confusione sulla loro
velocità.
Attualmente il lettore di DVD Rom più veloce viene identificato dalla sigla 2x
mentre per i CD Rom si parla di 24x e 32x. Questo fattore di moltiplicazione
indica che un DVD Rom 2x è due volte più veloce di un DVD standard mentre che un
CD 24x è 24 volte più veloce di un normale CD tradizionale; non è però vero,
come molti pensano che un CD ROM 24x sia 12 volte più veloce di un DVD 2x. Il
termine di riferimento infatti non è lo stesso; infatti per i CD ROM si utilizza
come unità di misura la velocità dei primi compact disc che era di 150 kb/s, con
il DVD invece si fa riferimento allo standard del primo DVD che aveva una
velocità di trasferimento di 1,3 Mb/s.
In sostanza si può dire che un DVD 1x corrisponde circa ad un CD ROM 10x, si
spiega quindi come un lettore DVD 2x riesca a leggere i CD ROM fino ad una
velocità di 20x.
Il DIVX
Negli Stati Uniti una grande
catena di negozi di elettronica, la Circuit City, vuole lanciare un nuovo
formato di DVD: il DIVX appunto.
Si tratta di un particolare DVD che necessita di un lettore compatibile con lo
standard, il cui costo dovrebbe essere di circa 100 dollari superiore; il disco
funziona per due o tre giorni dopo che è stato visto per la prima volta
dopodichè non funziona più fino a che non viene rinnovato per un nuovo ciclo di
visione collegandosi con un modem per ottenere i codici di sblocco.
Tutti i maggiori rivenditori e gestori di videonoleggio degli Stati Uniti sono
insorti insieme agli appassionati del settore affinchè questo nuovo standard non
prenda piede.
Staremo a vedere.
Il futuro
Dopo quanto detto sopra
sappiate che esiste già allo studio una tecnologia che probabilmente manderà in
pensione il non ancora nato DVD; infatti Pioneer ha allo studio una sorta si
super DVD chiamato DVD-HD con un sistema di lettura a laser blu.
Il software del DVD
Prima di tutto bisogna dire
che per desiderio dei produttori di software, il modo è stato diviso in sei aree
in modo che il lettore di una area non potrà leggere il software venduto in
un'altra area; questo per scongiurare, ad esempio, che un film appena uscito su
DVD negli Stati Uniti e non ancora uscito nelle sale cinematografiche italiane
possa essere visto tranquillamente in Italia in casa propria. Questa
caratteristica è nota con il nome di Regional Code o Country Code o Zone Lock.
Bisogna comunque anche dire che molti lettori già in commercio sono in grado di
leggere i DVD provenienti da aree di appartenenza diverse da quelle del lettore.
Le 6 aree in cui il mondo è
stato diviso per la diffusione del software. L'Italia appartiene all'area 2 con
tutta l'Europa, ma sopratutto con il Giappone, il che potrebbe essere
interessante dal punto di vista software.
Marchi che certificano
l'appartenenza di un DVD a più di una area geografica.
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