• Nuovo aggiornamento per il player multimediale tuttofare, in grado di supportare vari formati audio e video (H.264, Ogg, DivX, MKV, TS, MPEG-2, mp3, MPEG-4, aac, ecc.) e molti protocolli di streaming

    Il team di VideoLAN ha rilasciato la versione 1.05 di VLC, il player multimediale tuttofare, in grado di supportare vari formati audio e video (H.264, Ogg, DivX, MKV, TS, MPEG-2, mp3, MPEG-4, aa, ecc.) e molti protocolli di streaming. Riguardo alla versione Mac erano giravate voci di una sua possibile cancellazione a causa della mancanza di sviluppatori dediti al progetto (VideoLAN è un’associazione non profit). Fortunatamente le voci si sono rivelate infondate: il team ha fatto sapere che c’è un problema con la versione per Mac OS X, ma è solo relativo all’ammodernamento dell’interfaccia, essendo l’attuale non sufficientemente Mac-friendly. Gli sviluppatori sono ad ogni modo impegnati nella riscrittura di una nuova interfaccia che sfrutterà un paradigma diverso e il cui in codice è “Lunettes” (occhiali, in francese).

    Per quanto riguarda il software in generale, dalla versione 1.1 sarà possibile scrivere plug-in. La differenza con i moduli già utilizzabili è nel linguaggio di scripting utilizzato: Lua, semplice e veloce, incorporato di serie nel media player.

    Tornando alla versione 1.05 di VLC sono stati risolti bug che in alcuni casi mandavano in crash l’applicazione, aggiunta la localizzazione in nuove lingue e predisposta una maggior compatibilità con il nuovo telecomando Apple Remote.

    di: Mauro Notarianni

    fonte: www.macitynet.it

  • Nelle ore in cui Yahoo ha presentato la propria idea per portare i widget sugli schermi televisivi dotati di connettività al Web, anche il gruppo DivX ha sfruttato la platea del CES di Las Vegas per spiegare il proprio modo di interpretare il modo in cui la Rete e la Televisione debbano incontrarsi. La proposta prende il nome di DivX Tv, qualcosa che metta nelle mani degli utenti un nuovo tipo di contenuti grazie alla piattaforma software progettata allo scopo.

    «La Tv sta per diventare molto più interessante. DivX Tv porta tutti i contenuti ed i servizi Internet preferiti direttamente sulla tua tv o player Blu Ray senza il bisogno di un Pc. La semplice interfaccia della DivX Tv ti offre immediato e gratuito accesso a tutti i tuoi media preferiti in un solo posto, secondo la tua pianificazione. Divertiti con gli ultimi video dal Web, gli show televisivi, i blockbuster di Hollywood ed il tuo servizio di social network preferito». A tutto ciò si aggiungano collezioni personali di film, musiche e fotografie: DivX intende mettere assieme tutto ciò per fare in modo che, seduto sul divano, l’utenza possa davvero sentirsi al centro dell’intero ecosistema multimediale privato.

    Sul sito ufficiale del prodotto, DivX offre informazioni per utenti, OEM e content provider. Flessibile, aggiornabile, scalabile e semplice, la piattaforma si presenta però soprattutto come ubiqua: la DivX Tv può infatti essere utilizzata tanto sul pc, quanto sulla televisione, quanto ancora sui dispositivi mobile. Secondo quanto illustrato nella presentazione al CES, LG Electronics sarà il primo gruppo certificato come OEM, pronto a portare il servizio tanto sulle televisioni dotate di connessione quanto sui player Blu Ray già fin dai prossimi mesi. Per i content provider, invece, apposite soluzioni di advertising sono state pensate per fare in modo che i contenuti distribuiti in rete possano divenire monetizzabili anche sul grande schermo televisivo.

    di: Giacomo Dotta
    fonte: www.webnews.it

  • SKY (www.isky.co.kr) ha annunciato il lancio del suo nuovo telefono cellulare touchscreen 3G per il mercato coreano, si tratta di Qbric II (model: IM-R520S), che supporta un player DivX in modo da poter gustare in ogni momento i film preferiti.

    Questo nuovo e interessante prodotto è dotato di uno schermo LCD con risoluzione WVGA (800 x 480), funzione di navigazione, T-DMB, PIP (Picture In Picture), camera da 3 MegaPixel, memoria esterna da 4GB, connettività Bluetooth e tanto altro ancora. E’ disponibile nei colori classici, bianco e nero, al prezzo di circa 800,000 KRW (460€).

    fonte: www.gadgetblog.it

    fonte:

  • Formati 30.09.2009 No Comments

    La nuova versione 1.1 del codec open source Theora promette di migliorare le performance e di fornire una qualità video significativamente migliore. Paragonabile a quella del più blasonato codec H.264
    Roma – A meno di una anno di distanza dal rilascio della versione 1.0, frutto di ben sette anni di sviluppo, Xiph.Org Foundation ha rilasciato la nuova versione 1.1 del proprio codec multimediale open source Theora.

    Noto con il nome in codice Thusnelda, Theora 1.1 è ben più di un semplice aggiornamento: Xiph.Org afferma di aver completamente riscritto il codice del proprio encoder così da eliminare alla radice i problemi legati all’originaria implementazione del codec VP3, di cui On2 Technologies aprì il codice nel 2001. Oltre a ciò, il nuovo codec introduce il supporto alla codifica two-pass, la quale permette di calcolare con molta più precisione la dimensione finale di un video compresso.

    Nonostante questi cambiamenti, gli autori del software assicurano che il formato dei file è rimasto lo stesso, e che i video creati con questa versione del codec sono perfettamente compatibili con i preesistenti player che supportano Theora.
    Rispetto alla versione 1.0, Theora 1.1 promette di migliorare sia la qualità che le performance, soprattutto quelle in decodifica. Il merito è dato dall’uso della quantizzazione adattiva, da nuove matrici di quantizzazione, da un nuovo modulo per il rate control e da altre migliorie tecniche elencate nelle note di rilascio.

    Lo scorso maggio Xiph ha voluto dimostrare, con una serie di test, come Thusnelda sia in grado di fornire una qualità paragonabile a quella del famoso codec H.264 (utilizzato, fra gli altri, da YouTube) ma con un impiego più leggero della CPU. Metodi dei test e risultati sono stati a lungo oggetto di discussione, cionondimeno oggi si considera Theora una concreta – seppure ancora migliorabile – alternativa ai codec proprietari.

    “Theora è una tecnologia importante per gli sviluppatori web: è attualmente il solo codec competitivo che soddisfi la patent policy del W3C”, sottolinea in questo post Christopher Blizzard, celebre open source evangelist alle dipendenze di Mozilla. Come noto, i codec Theora e Vorbis (audio) di Xiph.Org sono stati scelti dal World Wide Web Consortium come standard per gli elementi audio e video dell’attuale bozza di HTML 5. In tale prospettiva, le più recenti versioni di Firefox, Opera e Google Chrome supportano tali formati, e sono in grado di riprodurre contenuti compressi con queste tecnologie senza l’ausilio di codec esterni. Nonostante ciò, la discussione relativa a quale codec – se Theora o H.264 – debba diventare lo standard di riferimento del W3C è ancora aperta.

    Nel suo post Blizzard approfondisce poi i dettagli tecnici delle novità che Theora 1.1 porta con sé, mostrando i risultati di alcuni test che rivelano la migliorata qualità d’immagine del nuovo codec rispetto alla precedente release. Altri link di approfondimento sono riportati in questa pagina.

    Uno sviluppatore di Firefox afferma di aver già introdotto il codice del decoder di Theora 1.1 nelle versioni di sviluppo del browser, ma non è ancora in grado di dire se questo verrà integrato nella versione 3.6 del software o in una release successiva.

    Alessandro Del Rosso

    fonte: www.punto-informatico.it del 30 settembre 2009

    fish_theora_org

  • Formati 08.09.2009 No Comments


    Il comitato tecnico cerca nuove tecnologie che consentano di forgiare i codec del futuro. Parola d’ordine: altissima definizione, bassissimo peso, mobilità estrema

    Roma – Nell’ultima decade le tecnologie di compressione video hanno fatto passi da gigante: per rendersene conto basta rivedere – inorridendo – un video compresso con il vecchio codec DivX 3.11. Oltre a migliorare notevolmente la qualità d’immagine e ottimizzare il bit-rate, i moderni codec hanno introdotto numerose innovazioni, prima tra le quali il supporto all’alta definizione. Ma con il crescere delle esigenze dell’industria dei contenuti e dei consumatori, gli esperti del settore affermano che c’è bisogno di tecnologie ancora più evolute e raffinate, capaci di superare le limitazioni degli attuali codec MPEG-4 AVC (come il famoso H.264).

    Il tema è stato affrontato in occasione dell’88esimo meeting di MPEG (Moving Picture Experts Group), il celebre comitato tecnico ISO/IEC che si occupa della definizione di standard per la rappresentazione in forma digitale di audio, video e altre tipologie di contenuti multimediali. MPEG sta lavorando su nuove tecnologie di compressione, a cui si riferisce sinteticamente con il nome High Performance Video Coding (HVC), capaci di migliorare ulteriormente il rapporto tra qualità d’immagine e data rate nella trasmissione di flussi video con risoluzione HD e superiore.

    Il comitato fa notare che tra pochi anni sarà possibile registrare e distribuire contenuti video con risoluzioni ben superiori a quelle odierne ma, dal momento che una porzione sempre più importante di questi contenuti passerà attraverso Internet, la sfida è quella di riuscire a trasmettere i flussi video HD in modo efficiente ed economico. Purtroppo oggi le tradizionali ADSL fanno già fatica a digerire i normali contenuti HDTV ultracompressi, e per effetto della crisi economica i carrier stanno riducendo gli investimenti in nuove infrastrutture.
    MPEG afferma i codec HVC saranno utilizzati sui futuri televisori Ultra High Definition (UHD) con risoluzioni intorno a 4000 x 2000 pixel, nelle applicazioni di home cinema e per la codifica di contenuti HD destinati ai dispositivi mobili.

    Durante l’ultimo meeting, il gruppo diretto dall’italiano Leonardo Chiariglione ha invitato tutti i presenti a proporre e suggerire tecnologie che possano soddisfare le esigenze future, e costituire la base della prossima generazione di codec MPEG. Tutte le proposte saranno pubblicamente vagliate nel corso dell’89esimo meeting MPEG, in programma il prossimo 29 giugno a Londra.

    fonte: www.punto-informatico.it

    http://punto-informatico.it/2617135/PI/News/mpeg-hd-gia-passato-del-video.aspx

  • Blu-ray 03.08.2009 No Comments

    Roma – Aveva abdicato al suo sogno di traghettare i supporti ottici verso l’alta definizione con HD DVD, e ora a più di un anno di distanza Toshiba chiude definitivamente i conti con quello che avrebbe dovuto essere il ’suo’ formato hi-def mostrandosi pronta a sposare il business della componentistica Blu-ray. Se non può più rimpinzarsi con le licenze e la leadership di mercato, questa l’idea di fondo dietro la conversione della società nipponica, tanto vale vendere lettori BD agli utenti interessati all’alta definizione soprattutto in Giappone.

    La notizia arriva dal quotidiano Yomiuri Shimbun, secondo cui il primo lettore BD-ROM marcato Toshiba dovrebbe comparire sugli scaffali non più tardi della fine del 2009. Dietro la decisione della corporation di reinvestire nei supporti in alta definizione ci sarebbero i risultati economici del formato Blu-ray in Giappone, paese in cui lo standard Sony da sempre conosce una popolarità enormemente superiore rispetto al resto dei paesi più avanzati.

    Che senso avrebbe dunque avuto, alla luce del nuovo sviluppo di mercato, la guerra intestina tra le megacorporazioni in supporto di HD DVD da una parte e Blu-ray dall’altra sino alla capitolazione del primo provocata dall’appoggio delle major hollywoodiane al secondo? Difficile da capire, così come era già successo per le varie ‘format war’ della storia dell’elettronica.

    In ogni caso, avendo già sviluppato una tecnologia capace di fornire funzionalità più o meno avanzate come quelle dell’ultima revisione dello standard Blu-ray noto come Profile 2.0 o Blu-ray Live (modalità Picture-in-Picture, connessione a Internet, storage locale da 1 Gigabyte e quant’altro), a Toshiba dovrebbe essere sufficiente riaggiustare i lettori già pronti, sostituire il drive ottico e cambiare qualche adesivo per entrare da protagonista nel mercato dell’hi-def in mano a Sony e sodali.

    Di sicuro interesse per Toshiba e gli altri produttori di componentistica HD risulterà infine il rapporto di metà anno rilasciato da Digital Entertainment Group, che in barba a quanto sostenuto da una recente ricerca di Harris Interactive – che assegnava ad HD DVD una popolarità ancora superiore al rivale – per Blu-ray vede un futuro roseo e segnala il raddoppio delle vendite di supporti, nel corso del primo quarto del 2009, e una crescita sostenuta (il 62 per cento) dei ricavi provenienti dal videonoleggio.

    Alfonso Maruccia

    fonte: www.punto-informatico.it del 21 Luglio 2009

  • Roma – Il web nel futuro immediato circonderà gli utenti, diventando sempre più il pilastro intorno al quale ruoterà la quotidianità. Questo è quanto emerge da Visual Networking Index, report redatto da Cisco, che tenta di fare una fotografia dell’evoluzione del web da qui al 2013. Stando alle cifre citate nel documento redatto dagli analisti dell’azienda, con una crescita annuale pari al 40 per cento entro i prossimi 4 anni il traffico IP globale arriverà a sfiorare i 56 Petabyte al mese, cifra che ruota intorno ad una massiccia crescita del video online.

    A livello complessivo, entro il 2013 il traffico IP raggiungerà la cifra di 667 Petabyte, ben superiore alla stima fatta lo scorso anno che prevedeva 522 Petabyte raggiunti entro il 2012. Nel report si legge chiaramente che, nonostante la tangibile crisi economica, la crescita del web non sarebbe rallentata se non in minima parte, continuando il suo cammino fino a quadruplicare le dimensioni attuali del web, con una stima pari a “10 miliardi di DVD che attraverseranno la rete ogni mese”.

    Padrone assoluto sarà il video, che entro la fatidica data raggiungerà il 91 per cento dell’intero traffico a livello consumer. Questa stima è fatta, come precisato da Cisco, unendo i vari canali di distribuzione utilizzati per veicolare i video che viaggiano sul web e non, quindi comprendendo anche TV, video on demand e peer to peer. Nonostante gli ultimi studi fatti, relativi solo agli Stati Uniti, dimostrino come la TV sia ancora il fulcro della vita domestica, entro quella data lo streming web di contenuti video rappresenterà il 60 per cento dell’intero traffico. Sarà maggiore, inoltre, il numero di connessioni video utilizzate per videoconferenze e chat visuale, con un valore 10 volte superiore a quello attuale.
    Grande crescita anche per il traffico sulle reti mobile, per il quale Cisco prevede una crescita di 66 volte da oggi al 2013. Anche per quanto riguarda questo ramo, i contenuti video rappresenteranno la maggioranza del traffico, con un volume pari al 64 per cento. Interessante, inoltre, il dato relativo ai dispositivi utilizzati, che secondo le stime tenderanno a basarsi su connessioni veloci e soluzioni Internet in mobilità, che rappresenteranno l’80 per cento dell’intero traffico generato, con dispositivi mobile quali smartphone in grado di generare un numero di dati paragonabile a quello ottenuto con 30 cellulari dalle funzioni base.

    In attesa del verificarsi delle previsioni fatte da Cisco, l’espansione dei video online è tangibile già a livello quotidiano, soprattutto se si guardano le cifre raggiunte da YouTube: il gioiello di Google, sempre in cerca di idee per far cassa, ha appena tagliato il traguardo del miliardo di video visionati su scala quotidiana, qualcosa come circa 695mila video visionati al minuto. Un risultato incredibile, raggiunto nonostante una leggera flessione degli utenti registrata a maggio. Cifre che, come fanno notare in molti, da un lato possono far gongolare Google, ma che dall’alto spingono l’azienda a trovare rapidamente un modo per trasformare l’enorme potenziale in denaro sonante.

    Vincenzo Gentile

    fonte: Punto Informatico – www.punto-informatico.it

  • Roma – Qualcosa sta cambiando: dopo anni di crociate intraprese dalle major che hanno sempre visto di cattivo occhio la distribuzione online, un gruppo formato da cineasti ha messo su una nuova idea volta all’introduzione di un nuovo business model che sembra essere un ibrido tra la netTV e la TV on demand. Il tutto, in salsa quasi HD e condito da una serie di blockbuster dati in pasto agli utenti ben prima dell’uscita in DVD o affini.

    Denominato Epix, il servizio vede coinvolte Lionsgate, Paramount e MGM, e si configura come un modello alternativo alla distribuzione classica. La qualità proposta è pari all’HD, nonostante si abbia un valore di soli 720p. Secondo più voci appare molto interessante, invece, la filosofia che si cela dietro al nuovo progetto, che propone di far arrivare sul piccolo schermo di casa i titoli appena ritirati delle sale ben prima dell’uscita del DVD, cavallo di battaglia di ogni palinsesto della tradizionale payTV. A livello tecnico, Epix punta alla distribuzione adatta a tutte le forme di connettività, creando varie copie del film adatte a soddisfare tutte le esigenze di banda.

    Molto particolare il business model ideato dalle menti dietro al progetto: nonostante Epix costituisca un vero e proprio canale digitale destinato alla payTV, non sarà possibile per i normali utenti sottoscrivere l’inclusione del pacchetto contenente i contenuti offerti dal sito. L’offerta è rivolta ai vari fornitori di servizi televisivi on demand: quindi, se l’operatore sottoscriverà un accordo con il team di Epix, l’utente potrà aggiungere ai propri servizi i film offerti dalle tre major.
    I titoli sono a disposizione in maniera ininterrotta sul canale, quindi non soggetti ad un orario prestabilito. Molto interessante appare invece la funzione della versione online, raggiungibile all’indirizzo EpixHD.com. Stando a quanto dichiarato dallo staff che si cela dietro ad Epix, qui convergeranno numerosi titoli, siano essi appena usciti dal circuito dei cinema o siano essi delle chicche risalenti alla sezione dei classici.

    Come prevedibile, è molto stretta la simbiosi che le tre major hanno voluto per la convivenza di sito e canale TV tradizionale: al canale online avranno accesso solo ed esclusivamente gli utenti che avranno attivo il pacchetto nel loro abbonamento con il provider di TV on demand. L’accesso è infatti garantito dall’account fornito all’utente al momento dell’aggiunta del pacchetto, ma va detto che nei piani futuri della joint venture potrebbe pensare all’introduzione di account liberi dallo schema appena citato.

    Attualmente il sito online figura come beta privata, ma stando a quanto dichiarato da chi ha avuto l’onore di ricevere un invito a curiosare sembra fornire una user experience davvero gradevole: una volta all’interno è possibile visualizzare l’elenco dei titoli a disposizione e bastano due click per selezionare e visualizzare il titolo scelto, che viene proposto su un’interfaccia in Flash visualizzabile praticamente da tutti i browser in circolazione.

    Ad arricchire il tutto, una discreta dose di funzioni social che permettono in pochi click di approfondire le informazioni a disposizione per il film: EpixHD permette quindi di scaricare wallpaper, sbirciare la trama del film utilizzando le apposite review di Wikipedia. Interessante, secondo il parere di chi ha avuto modo di vedere all’opera il sito, la funzione Private Screening che consente a quattro utenti di vedere in contemporanea il film e di interagire utilizzando una chat integrata in un ambiente molto simile alla platea della sala cinematografica. Altro dato degno di nota è il fatto che al momento su tutti i film messi a disposizione degli utenti non è prevista la presenza di spot che caratterizzano spesso esperimenti simili.

    Al momento il progetto è alle fasi iniziali, quindi non sono disponibili molte informazioni a riguardo. Di sicuro Epix potrebbe rendere molto appetibile, se integrato nell’offerta della TV on demand, la sottoscrizione di un abbonamento, ma va anche ricordato che non sono specificati i costi necessari per i vari provider di contenuti per la payTV utili ad accaparrarsi il canale nel loro palinsesto. Difficile, inoltre, sapere al momento se e quando l’intero ecosistema sarà disponibile per l’Europa. Inoltre, va sottolineato che il business model scelto potrebbe essere soggetto a numerose critiche, dal momento che risulterebbe essere molto restrittivo, vista la sua particolare attitudine ad esistere solo in via di accordi stipulati con i vari provider e del conseguente abbonamento ai servizi TV a pagamento.

    Vincenzo Gentile

    fonte: Punto Informatico – www.punto-informatico.it

  • Roma – In vista di quanto accadrà nel 2011, quando i siti web che utilizzano il famoso codec video H.264 (MPEG-4 AVC) dovranno cominciare a pagare royalty a MPEG-LA, l’organizzazione non profit Xiph Foundation sta accelerando l’evoluzione del proprio codec royalty-free Ogg Theora, la cui release 1.0 ha debuttato lo scorso novembre.

    Per dare un assaggio di quanto potrà fare la prossima versione 1.1 del proprio codec, chiamata in codice Thusnelda, gli sviluppatori del software hanno recentemente pubblicato i risultati di alcuni test che mettono a confronto il vecchio con il nuovo encoder, e quest’ultimo con H.264. Stando a tale report, Thusnelda è in grado di fornire immagini sensibilmente più nitide e dettagliate rispetto al suo predecessore, e in alcuni casi fornisce un PSNR (Peak Signal to Noise Ratio) migliore di quello di H.264. Sebbene il PSNR sia un valore puramente teorico, ricavato da formule matematiche che non rispecchiano necessariamente la qualità percettiva, è spesso considerato un buon punto di partenza per migliorare l’aspetto delle immagini generate da un codec.

    Sul confronto tra i valori di PSNR di Thusnelda e H.264 si è già aperto un dibattito, dal momento che c’è chi ritiene che i risultati relativi ai codec x264 siano stati male interpretati, portando ad un peggioramento del relativo valore di PSNR. Comunque sia, rispetto a Theora 1.0 i miglioramenti ci sono, e sono visibili: il maggiore responsabile di questi passi avanti è l’utilizzo della forward DCT (Discrete Cosine Transformation) e l’ottimizzazione delle matrici di quantizzazione. Il prossimo passo, secondo gli sviluppatori, sarà l’implementazione della quantizzazione adattiva (adaptive quantization).
    Come noto, i codec Theora e Vorbis (audio) di Xiph Foundation sono stati scelti dal World Wide Web Consortium come standard per gli elementi audio e video dell’attuale bozza di HTML 5. In tale prospettiva, le prossime release di Firefox (3.5) e Opera (10) supporteranno questi encoder, e saranno dunque in grado di riprodurre contenuti compressi con queste tecnologie senza l’ausilio di codec esterni.

    fonte: www.punto-informatico.it del 12 Maggio 2009

  • Blu-ray 29.04.2009 No Comments

    I numeri si prestano a interpretazioni non proprio favorevoli allo standard a luce blu, ma le analisi più recenti sull’avventura commerciale di Blu-ray lascerebbero intravedere la fine del tunnel per i dischi in alta definizione, che da eterno prodotto di nicchia dovrebbero approdare al mercato mainstream.

    Tra chi sparge ottimismo su Blu-ray c’è Futuresource Consulting, che stima in 12 milioni il numero di lettori BD-ROM distribuiti nel corso dell’intero 2009: una cifra notevole se si considera che non include la console PlayStation 3 e il suo lettore integrato, e che soprattutto il numero complessivo di dispositivi compatibili con il formato distribuiti nei due anni e mezzo precedenti ammonta a 10,7 milioni di unità.

    Il 2009 sarà l’anno di Blu-ray, anche se questo genere di previsioni sono diventate un appuntamento annuale fisso e ogni volta sono state disattese. Lo standard hi-def di Sony dovrebbe fare soprattutto boom nell’ultimo quarto, con sei milioni di unità consegnate ai retailer in soli tre mesi.
    Jack Wetherill, analista di Futuresource, evidenzia come “nell’ultimo quarto del 2008, i prezzi medi al dettaglio dei lettori Blu-ray stand alone sono scesi del 15 per cento in molti mercati, e assisteremo a una ulteriore discesa del 25 per cento durante il corso dell’anno”. Il prezzo medio di un player BD, ora su valori intorno ai 200 dollari, potrebbe persino scendere al di sotto della soglia psicologica dei 100 dollari allorché i produttori cinesi entreranno nel business con dispositivi votati al risparmio più che alla qualità.

    In questo caso c’è però da prendere in considerazione tutta la paraphernalia di porte, sigle, standard, versioni di “profili”, DRM e lucchetti vari che Blu-ray porta con se, perché ben difficilmente un lettore low-cost da 99 dollari riuscirebbe a offrire un hardware adeguato (in pratica un PC completo di processore multi-core, porte Ethernet e decodificatori audio-video dedicati) per “godere” di tutte le possibilità offerte dallo standard BD-Live (o Blu-ray Disc Profile 2.0), ultima revisione in ordine di tempo del formato.

    Dopo Futuresource, a leggere ottimisticamente il futuro a Blu-ray è Adams Media Research con le sue stime sui dischi venduti negli States da gennaio a marzo 2009, stime che ammonterebbero a 9 milioni di supporti contro i 4,8 milioni venduti nel periodo corrispondente del 2008. Nonostante la recessione, gli appassionati di cinema e home video non rinunciano a sperimentare questa cosa chiamata “alta definizione”, certamente aiutati in tal senso da un parco titoli più ampio che in passato – erano oltre 1.100 alla fine del 2008.

    di Alfonso Maruccia
    fonte: www.punto-informatico.it del 21 Aprile 2009